Avvento letterario: I miei libri del 2014

AdventskranzSiamo già alla quarta domenica d’Avvento, mancano ormai pochi giorni al Natale − di conseguenza, alla fine dell’anno: è tempo di bilanci (sono debitrice, per l’idea e per i suoi ottimi consigli, a The Blooker).

Quest’anno ho letto una cinquantina di libri, ne ho abbandonati solo due ed ho scoperto alcuni dei libri che ora figurano tra i miei preferiti. Quali sono state le letture più interessanti del 2014? Eccole a voi!

L’isola di Arturo di Elsa Morante

«Uno dei miei primi vanti era stato il mio nome. Avevo presto imparato (fu lui, mi sembra, il primo a informarmene), che Arturo è una stella: la luce più rapida e radiosa della figura di Boote, nel cielo boreale!». È un libro che va letto, e stop. Bello, bello, bello.

Come fossi solo di Marco Magini

Tre voci − quella di un soldato, di un casco blu e di un magistrato − si alternano nel raccontare il più grande crimine avvenuto in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale, la strage di Srebrenica (ex Jugoslavia, 1995). Un pugno allo stomaco, ma necessario.

Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez

Mea culpa, non avevo mai letto Garcia Marquez, nonostante avessi già apprezzato il realismo magico con Jodorowsky. E, proprio io che amo le saghe familiari, non avevo mai preso in considerazione Cent’anni di solitudine. Ho rimediato (meglio tardi che mai, giusto?), a distanza di mesi ancora mi capita di ripensare alla famiglia Buendia e a quel finale…

Il cardellino di Donna Tartt

Premio Pulitzer 2014, è un libro colto e raffinato, col ritmo incalzante di un thriller e  la profondità dei capolavori senza tempo. La storia di Theo, le sue vicissitudini dall’infanzia all’età adulta, e le sorti di un piccolo dipinto, Il cardellino di Carel Fabritius, tengono il lettore incollato al romanzo per tutte le sue novecento pagine.

Il tempo bambino di Simona Baldelli

Il tempo bambino è un romanzo struggente, doloroso; singolare quanto complesso, non solo per la tematica affrontata. La pedofilia, raccontata attraverso gli occhi di Mr Giovedì, ma soprattutto l’infanzia, attraverso la figura della Regina: un’infanzia negata, fragile, “un’infanzia sempre meno capace di essere infantile“.

Gli zii di Sicilia di Leonardo Sciascia

Sciascia è stato l’autore-rivelazione dell’anno, per me. Mi ci sono appassionata sempre di più e ho letto (o riletto) sei suoi libri. Se dovessi sceglierne uno, quello che più di tutti mi ha entusiasmato, direi a occhi chiusi Gli zii di Sicilia: quattro racconti su potere e guerra visti – ancora una volta – dalla povera gente. Spunti di riflessione notevoli, prosa eccezionale, titolo geniale: insomma, assolutamente da leggere.

Lui è tornato di Timur Vermes

Hitler si risveglia nel 2011, in uniforme, in un campetto sportivo di Berlino. Cosa succederà? La società come prenderà il ritorno del Führer? Lui è tornato è stato, non a caso, un vero “caso letterario“: un libro a prima vista leggero, scorrevole e pure divertente, ma al contempo importante, attuale e spietato come pochi.

La signora delle camelie di Alexandre Dumas figlio

Un grande classico, che mi ha sempre fatto molta paura. E invece no, si legge che è una meraviglia, grazie anche agli escamotages letterari di Dumas figlio che rendono la narrazione mai noiosa. Emozionante, commovente, a tratti perfino stucchevole (ma a me, ogni tanto, un po’ di miele non è che dispiaccia), la storia di Armand e Marguerite, la cortigiana più bella di Parigi (personaggio largamente ispirito a Marie Duplessis) è tra quanto di più bello, sull’amore, si possa leggere.

Un indovino mi disse di Tiziano Terzani

Terzani, che uomo…! Un’altra rivelazione di quest’anno. Avevo letto, qualche tempo fa, La fine è il mio inizio, ma è con Un indovino mi disse che mi ha conquistata. Un viaggio per l’Asia, via terra poiché un indovino aveva predetto a Terzani la morte su un aereo nel 1993. È così che riscopre il piacere di viaggiare, ritrova la vera Asia ed anche un po’ se stesso.

Stoner di John Williams

Tecnicamente, sto barando perché non l’ho ancora finito: ma ci sono quasi e posso ben dire già ora, anche senza finale, che si tratta di un libro fuori dai canoni. Un romanzo del 1965, riscoperto nel Terzo Millennio e rivalutato al punto da essere stato definito “romanzo perfetto“: una vita ordinaria, desolata e desolante, quella di William Stoner, docente universitario di inglese, che si trasforma in straordinaria per la capacità dell’autore − nonostante la prosa lineare, senza fronzoli − di sublimarla. Perché, in fondo, non servono grandi storie per scrivere grandi libri.

5 risposte a “Avvento letterario: I miei libri del 2014”

  1. Mi piace questa classifica, mi sono già scaricata Elsa Morante e Stoner. Alcuni li ho letti, il mio preferito è Terzani. “Un indovino mi disse” è il primo libro suo che ho letto, seguito da tanti altri. Al momento sto leggendo “Un’idea di destino”, ma non posso recensirlo perché non sono neanche a metà.

    1. Elisa Gelsomino dice: Rispondi

      Stoner l’ho finito proprio poco fa, merita davvero! Terzani è un personaggio molto affascinante, la mia prossima lettura sarà il suo “Un altro giro di giostra”! 😉

  2. Rosaria Iodice dice: Rispondi

    Condivido molte delle tue preferenze!

    1. Elisa Gelsomino dice: Rispondi

      Che bello! A dirla tutta, la Baldelli l’ho conosciuta proprio tramite te… 😉 Auguri di buone feste, Rosaria! 🙂

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