Vi avevo già anticipato qui che avrei partecipato all´iniziativa Book Dreams: dal 26 dicembre al 6 gennaio ho condiviso sui social, insieme ad altri blogger, alcuni miei buoni propositi letterari per il 2018. Ecco un riepilogo.

L’arte dell’attesa di Andrea Köhler, trad. D. Idra, add editore

Non lo ho ancora, ma sarà di sicuro tra le prime letture del nuovo anno: un saggio sulla grazia, la bellezza e la potenzialità dell’attesa, per me che sto imparando a coltivarla.

La donna di trent’anni di Honoré de Balzac

È nella mia lista di cose da fare prima dei trent’anni (entro luglio, dunque), su suggerimento di un amico straordinario che mi ha poi sorpresa regalandomelo in questa edizione del 1945.

Anna Karenina di Lev Tolstoj, trad. Leone Ginzburg, Einaudi

Il secondo e ultimo libro che compare nella mia lista di cose da fare prima dei 30 anni: un classicone che da tempo immemore vorrei leggere, l’anno prossimo sarà quello giusto!

Mia figlia, don Chisciotte di Alessandro Garigliano, NN Editore

Lo punto da quando è uscito, la scorsa primavera, e non ho ancora avuto occasione di leggerlo. Un padre, una figlia treenne e Don Chisciotte… what else?

La montagna incantata di Thomas Mann, trad. E. Pocar, Corbaccio

Mann è tra i miei autori preferiti, lo centellino e ne leggo al massimo un libro all’anno. Nel 2018 andrò (finalmente!) in sanatorio con Castorp.

Diario di una scrittrice di Virginia Woolf, trad. G. De Carlo, BEAT

Dài, non servono commenti. Solo tanti cuori.

Momenti di felicità di Marc Augé, trad. M. Gregorio, Raffaello Cortina Editore

È dei momenti “di felicità nonostante tutto” che ci racconta, in questo suo ultimo saggio, Marc Augé. Che sia di buon auspicio e incoraggiamento per questo nuovo anno.

Lezioni americane di Italo Calvino, Mondadori

Un saggio che raccoglie i testi del ciclo di conferenze che Calvino avrebbe dovuto tenere ad Harvard sui valori letterari da conservare nel “prossimo millennio”: era il 1985, in quel millennio ci siamo ormai già da un pezzo. E questa è una lettura che rimando da troppo tempo.

Pastorale americana di Philip Roth, trad. V. Mantovani, Einaudi

Sabbath mi aveva folgorata. Proseguo il percorso alla scoperta di Roth con questo romanzo, a quanto pare tra i suoi migliori.

Lolita di Vladimir Nabokov, trad. G. Arborio Mella, Adelphi

“Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia”: uno degli incipit più belli di sempre.

Come ho incontrato i pesci di Ota Pavel, trad. Barbara Zane, Keller Editore

Da leggere perché:
1) La letteratura mitteleuropea, e ceca in particolare, è stata il mio primo – e ancora grande – amore;
2) La vita di Ota Pavel mi ha molto colpita;
3) Si parla benissimo di questo romanzo, ma soprattutto me lo hanno consigliato già numerose persone di cui mi fido;
4) La Keller pubblica sempre cose notevoli, ed è bello che stia proseguendo nella riscoperta di questo autore.

Storia di una passione di Anaïs Nin e Henry Miller, trad. F. Faba Sardi, Bompiani

L’epistolario, lungo vent’anni, documenta il rapporto amoroso tra i due: intenso e carnale, ma anche fatto di tenerezze e gelosie.

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