Quest’oggi esce in libreria l’antologia di racconti curata da Giulia Muscatelli Brave con la lingua. Come il linguaggio determina la vita delle donne (Autori Riuniti), nella quale molte brave autrici  raccontano quali siano state le definizioni e i luoghi comuni in cui è capitato loro di venire incastrate e dei quali è stato difficile liberarsi.

Ogni racconto è preceduto da un’espressione che ogni donna si è sentita rivolgere almeno una volta nella vita: “Che fai, piangi?”, “Sei una bambina”, “Permalosa”, “Frigida”, “Fragile” ma all’occorrenza “Donna con le palle”. E poi: “Ma non puoi avere una vita normale e fare quello che fanno tutti gli altri?”

Quelli che leggerete non sono racconti di donne, sono storie di essere umani.

La curatrice, nella sua prefazione, lo specifica: queste storie non sono storie scritte da donne per le donne sulle donne (come vorrebbe una certa definizione di scrittura al femminile). O meglio, lo sono ma non sono solo questo.

Proprio come le donne non sono solo il modo in cui vengono definite: le parole sono un mezzo potentissimo e la questione femminile passa inevitabilmente anche attraverso il linguaggio. Per questo “uscire dalle gabbie linguistiche” è fondamentale.

Da queste riflessioni prende le mosse Brave con la lingua:

Siamo brave con la lingua perché ci piace raccontare storie, adoriamo inventare universi sempre nuovi. Siamo brave con la lingua quando otteniamo un risultato per il quale abbiamo lavorato tanto, quando diamo consigli, quando apriamo bocca e diciamo a voce alta cosa non ci sta bene. Siamo brave con la lingua anche a letto con un uomo che ci piace, e difendiamo queste abilità tanto quanto difendiamo il diritto di non essere giudicate per questo.

Un titolo provocatorio, che di primo acchito fa sorridere ma subito spinge verso una riflessione più profonda.

Le quattordici autrici, scelte una ad una da Giulia Muscatelli, sono state invitate a riflettere su come il linguaggio abbia inciso nel corso della loro vita e a scriverne. Il risultato sono racconti diversissimi tra loro ma che raccontano un percorso, un mondo che non si chiude in se stesso, fatto di coraggio e talvolta venato di mestizia.

La narrazione è uno strumento di liberazione, in questo caso da parole troppo strette. Ci sono poi donne che sono incatenate non solo dalle parole: il ricavato delle vendite del libro sarà devoluto ad associazioni contro la violenza sulle donne.

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I racconti di Brave con la lingua:

Rane di Elena Varvello, Impropria di Domitilla Pirro, Santa Cristina vergine e martire di Francesca Manfredi, Chiare di Noemi Cuffia, Signor Sì, Sissignora! di Flavia Fratello, Arrabbiatissima di Simonetta Sciandivasci, La piantina di Chiara Pietta, Lotta alla cellulite di Vittoria Baruffaldi, La ragazza finestra di Romina Falconi, La casa di Irene Roncoroni, Tutto quello che vuoi di Silvia Pelizzari, Maneggiare con cura di Silvia Greco, E l’amore? di Giulia Perona, Non mi chiamo Johnny, dice Johnny di Simonetta Spissu.

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AA.VV., Brave con la lingua, 171 pagine, Autori Riuniti