Di libri che parlano di altri libri, di librai e di scrittori

Leggere libri che parlano di altri libri, di librai, di scrittori dà un brivido in più, un’emozione tutta speciale. Ma attenzione, non mi riferisco all’ultimo thriller il cui protagonista è uno scrittore, né al giallo la cui ambientazione è una libreria: intendo libri stimolanti che aprono la mente e suggeriscono altre letture; libri che raccontano del libraio all’angolo e ti danno l’esempio concreto di come occorra sempre reinventarsi, specie quando si lavora con la cultura; libri che ti spiegano come in passato gli scrittori abbiano visto e considerato il proprio mestiere e come gli scrittori dovrebbero muoversi nel mondo di oggi, che è una vera e propria “giungla”.

Qui vi raccontavo degli acquisti fatti durante la mia ultima vacanza in Italia e, tra quei libri, figuravano Curarsi con i libri, Il libraio suona sempre due volte e Scrivere è un tic. Il primo è un malloppo di oltre seicento pagine, gli altri due sono libriccini piccoli nel formato ma altrettanto densi di contenuti. Sono state tutte e tre letture interessanti, che consiglio vivamente.

Curarsi con i libri di Ella Berthoud e Susan Elderkin (Sellerio) è un libro molto particolare, di cui già si è parlato tanto e benissimo nell’ultimo anno. Il sottotitolo dice tutto: Rimedi letterari per ogni malanno. Le due “biblioterapiste” suggeriscono, in questo prontuario, la lettura/le letture giuste per curare qualsivoglia tipo di malessere — dalla gamba rotta, alla paura di arrampicarsi sugli alberi, alla depressione — e disturbi letterari che noi bibliofili ben conosciamo e con cui ci troviamo a fare i conti (acquisto compulsivo di libri, rifiuto di lasciare un libro a metà). Ma, a parte l’idea davvero originale ed azzeccata (utile anche per trovare spunti di lettura ed idee regalo per parenti ed amici), questo libro merita di essere letto per lo stile vivace e trascinante delle autrici.

Il libraio suona sempre due volte a cura di Matteo Eremo (Marcos y Marcos) racconta la storia della Libreria Therese-Profumi per la mente attraverso le parole ed i percorsi, diversissimi (l’uno più tradizionale, l’altro decisamente innovativo), dei due Davide. Due librai che riescono a rendere i libri “vivi”, a far felici i lettori, a convertire i non-lettori; due librai che, col tempo, si sono in parte anche reinventati — diventando addirittura show men in uno spettacolo tutto dedicato ai libri, che si intitola proprio come questo libro —perché, oggi come oggi, non si può fare altrimenti; due librai che hanno il loro punto di forza nell’essere Librai con la L maiuscola: nel sentirsi dentro questo mestiere che è un po’ anche missione e nell’avere la grinta necessaria per non mollare mai. «È una storia che dimostra che le cose si possono fare, se ci metti il cuore e la testa», e per questo e molto altro è da leggere.

Scrivere è un tic è l’esordio di Francesco Piccolo ed il primo libro pubblicato da minimum fax. Due curiosità che lo fanno subito sentire una “chicca” imperdibile. In effetti, è un libro godibile, nonostante lo stile intenzionalmente enciclopedico. Piccolo voleva, all’epoca, diventare uno scrittore: «Avevo la sensazione che collezionare riflessioni di scrittori sullo scrivere mi aiutasse ad assomigliare a loro». Ecco da dove nasce questa raccolta di tic, riti, ossessioni, metodi, «una rapida terapia di educazione creativa nello specifico della scrittura». Evidentemente, questo lavoro ha portato fortuna a Francesco Piccolo, che oggi è un autore affermato. Utile per gli aspiranti scrittori che devono ancora capire “come fare”; per gli scrittori che vogliono migliorare alcuni aspetti, che sembrano banali ma non lo sono, della propria professione; e, infine, utile per i lettori: perché si sa, a noi piace tantissimo ficcare il naso nella vita degli scrittori.

Altrettanto utile per imparare a gestire in maniera ottimale il proprio tempo e a non distrarsi in questo mondo fatto di rintracciabilità permanente — cosa che, nella stramaggioranza dei casi, è la causa del “non aver tempo di scrivere” — è il libro di Matteo Pezzi Scrivi, c’è tempo. Un breve manuale, ironico e divertente eppure molto molto serio, che dà risposte concrete e facilmente attuabili (basta solo un po’ di buona volontà). Durante la lettura ho stilato una lista di ciò che, in base alla mia situazione, è necessario che io faccia. Ho iniziato solamente due giorni fa a mettere in pratica: ho scritto più del solito, letto più del solito e non ho perso troppo tempo in stupidate. E scusate se è poco.

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