Il gabinetto degli scrittorrori: lo spammatore compulsivo

gabinetto_logoNuova puntata del mio gabinetto (la prima la trovate qui), stavolta dedicata alla tipologia di scrittorrore più diffusa: quella dello spammatore compulsivo.
Lo spammatore ha scritto un libro ed è convinto che una parte essenziale del suo mestiere di scrittore-autore-writer-author-ecosìvia sia la promozione. Promozione vorrebbe dire tante cose: non credo ci rientri, però, il fatto di istigare al suicidio chiunque gli si avvicini. Ma lui questo non l’ha ancora capito.


L’attività dello spammatore si concentra sui social network: da qualche parte ha letto che, se vuoi sfondare, è da lì che devi partire.
Ecco perché lo spammatore piazza, a cadenza quotidiana, il link per l’acquisto del suo libro sul suo profilo Facebook: la versione professional inserisce anche una breve sinossi, quella modesta solamente un’emoticon che fa l’occhiolino come a dire: “Ehi, te ne sei accorto che ho scritto un libro?”.
Ecco perché, almeno una volta a settimana, lo pubblica anche in gruppi di scrittori, gruppi di lettori, gruppi di eventi letterari, gruppi di sagre paesane della seppia.
Ecco perché, ad un certo punto, lo fa anche sulla tua bacheca. Incurante della Netiquette, incurante di galateo ed educazione, incurante del fatto che la tua bacheca è tua e non sua. E se elimini il link dal tuo diario — tuo e non suo —, sei anche uno stronzo che non vuole aiutare gli scrittori emergenti a farsi conoscere.

In ogni caso, promuoversi è un lavoro più duro dello scrivere un capolavoro.
L’attività in rete non si ferma ai social network, non basta.
Allo spammatore serve anche un blog, in cui dare “assaggi” sgrammaticati del suo libro e copincollare recensioni (positive) e commenti (positivi) degli utenti di amazon e ibs (che sarebbero se stesso in incognito, zia Peppina e la sua fidanzata Lucilla).
Allo spammatore serve farsi conoscere, quindi commentare post di altri blog affini al proprio — e concludere ogni commento con “Leggi il mio libro, se ti va!” seguito dal link per l’acquisto.
Allo spammatore serve partecipare a forum — e nella firma del profilo inserire… toh, proprio il link per l’acquisto del libro!
Per lo spammatore, infine, è indispensabile contattare via e-mail gli “addetti ai lavori”, chiedendo loro di recensire il suo libro: la versione professional ti scrive il link per l’acquisto (ma dai!), quella modesta e decisamente più intelligente ti chiede se può inviarti una copia promozionale. In entrambi i casi, trattandosi di spammatore, le risposte che riceverà non saranno gentili.

Dopo tutto questo daffare, lo spammatore non ha ancora finito. Lui non si dimentica della vita reale.
Nessuno, nel suo quartiere così come nella sua famiglia fino al decimo grado di parentela, è immune. Lo spammatore chiama anche i suoi compagnetti di asilo per comunicare loro che è diventato uno scrittore-autore-writer-author-ecosìvia e buttare là, casualmente, il titolo del libro, snocciolando poi tutte le possibili modalità per l’acquisto.

Insomma, lo spammatore spamma a tutto tondo… e si arrabbia parecchio quando capisce che il 99,9% dei destinatari delle sue attenzioni non ha comprato il libro/l’ha comprato per gentilezza ma non l’ha letto/l’ha ricevuto in regalo ed utilizzato per farci barchette di carta.

Allo spammatore forse non è ancora venuto in mente che, più che promozione, ciò che fa è rendersi antipatico al mondo. Non ha ancora notato che il “da qualche parte” in cui ha trovato il decalogo della promozione efficace era il sito di uno spammatore più compulsivo di lui. Non ha ancora capito che promuoversi è essenziale, certo, ma dev’essere fatto con criterio e con giudizio e che, visto che la linea che separa autopromozione e spam delle volte è molto sottile, è meglio farsi un po’ di pubblicità in meno e sembrare persone serie.

Una risposta a “Il gabinetto degli scrittorrori: lo spammatore compulsivo”

  1. […] top degli scrittorrori non è lo stressante spammatore compulsivo, né tantomeno l’innocuo finto tonto. È il borioso […]

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