LA FINE DEI VANDALISMI di Tom Drury

La fine dei vandalismi, esordio di Tom Drury uscito negli USA più di dieci anni fa, è sbarcato in Italia solo recentemente grazie a NN Editore. Primo volume della Trilogia di Grouse County, seguiranno A caccia di sogni (pubblicazione prevista in autunno, intorno a novembre) e Pacifico (nel 2018).

La fine dei vandalismi è una storia fatta di tante altre piccole storie: vite che si intrecciano, persone che cambiano e che sembrano sempre rincorrere – seppur con un certo disincantato distacco – la felicità.

Siamo a Grouse County negli anni Novanta. In questa immaginaria cittadina del Midwest vi è una costellazione di personaggi piuttosto nutrita che però ruota tutta attorno a Louise, oserei dire la vera protagonista del romanzo.

Louise, giovane assistente fotografa, si sta separando da Tiny, marito egoista e scostante – oltre che delinquente, perfino ricercato per atti vandalici.

Louise incontra a più riprese lo sceriffo Dan per questioni riguardanti le malefatte dell´ex marito; tra i due nasce ben presto, e in maniera molto delicata e spontanea, una relazione.

«Sono contento di vederti» disse Dan.

«Avvicinati un po´ » disse lei. «A che cosa stai pensando?».

«Alle tue sopracciglia».

«Sì? E che cos´hanno?».

«Mi domandavo che effetto fa baciarle» disse Dan.

«Puoi fare una prova» disse Louise.

Louise sembra aver finalmente trovato la sua stabilità insieme a Dan, ma la vita è un´altalena di gioie e dolori che non lascia scampo. Louise dovrà lottare, ancora una volta e passo dopo passo, per riconquistare la sua serenità.

Come già accennato, accanto a Louise – e Tiny, e Dan – vi sono numerosi altri personaggi, più o meno presenti e decisivi: La fine dei vandalismi è labirintico, eppure non si perde mai il filo.

Ciò che colpisce di questi personaggi è, da un lato, la loro profonda umanità e vulnerabilità e, dall´altro, la pazienza e l´empatia con le quali vengono raccontati. Addirittura Tiny, che dovrebbe essere “il cattivo”, riesce a commuoverci, quando rimpiange Louise, fa un bilancio della sua vita e accetta con rassegnazione che non sia andata come avrebbe voluto.

È un romanzo malinconico, dall´andamento dolce, che culla il lettore ma non lo intorpidisce: anzi, lo risveglia riuscendo a raccontare la vita, come ne siamo noi gli artefici ma fino a un certo punto e come, però, ci sia sempre la possibilità di rialzarsi e ritrovarsi.

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Tom Drury, La fine dei vandalismi, trad. Gianni Pannofino, 300 pagine, NN Editore

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