LE COSE DELL´OROLOGIO di Mario Borghi

Le cose dell´orologio, uscito da pochissimo per Rogas Edizioni, è stato davvero una piacevolissima sorpresa. Mario Borghi, già autore teatrale (oltre che blogger della Pubblica bettola “Frammenti di cobalto”), mette in scena in questo suo esordio nella narrativa una storia grottesca dagli esiti, però, tristemente verosimili. Il protagonista? Un orologio.

Non un orologio qualsiasi, però. L´orologio della stazione del paese, che, una notte, viene rubato.

I cittadini si mobilitano perché quello era l´orologio che “aveva segnato gran parte dei momenti della loro vita: ritardi e anticipi, arrivi e partenze, corse e pianti“. Sindaco e capostazione si occupano delle ricerche, la signora Piccionetti mantiene viva l´attenzione sul caso organizzando eventi di ogni tipo (“veglie di preghiera, sit-in di protesta, serate danzanti e fiaccolate di silenzioso dispiacere“), la bambina che per prima si è accorta della sparizione scrive una letterina al Presidente del Consiglio e la madre vuole farla perfino arrivare ai talk-show.

L´orologio intanto si trova nel soppalco di un loft accanto a una cabina telefonica, rubata anche lei per semplice sfizio. Il ladro lo esplora, la “tipa delle pulizie” (stravagante quanto poetica, lei che “puliva alla perfezione, rassettava, cantava, recitava e affidava ai palloncini i suoi pensieri”, lei che “era oltre l´oltre“) lo ignora,  ma sta di fatto che ad un certo punto l´orologio inizia a far girare le sue lancette al contrario.

Cosa succederà? “L´ago del suo quadrante è l´ago della bilancia“, scrive Gaia Conventi (peraltro blogger anche lei, su Giramenti) nella sua bella prefazione — che, però, avrei visto meglio come postfazione, avendo assunto tutt´altro significato e spessore riletta alla conclusione del romanzo.

Tutti gli attimi fino ad allora in sospeso” troveranno il loro compimento, strani incidenti si verificheranno. Ma, mentre il cerchio si chiude e il tempo riprende il suo corso, la conclusione è molto lontana dalla giustizia: una soluzione ad hoc che sembra restituire pace a tutti — e chi se ne importa della verità, di andare a cercare e capire come sono andate veramente le cose.

Nessuno si è accorto che il mondo, per l´ennesima volta, si è capovolto, e tutti gli orologi stanno marciando al contrario. Però, chi può sapere qual è il verso giusto delle lancette? Ma soprattutto, chi lo ha deciso?

È gente comune quella di cui racconta Borghi: persone normali calate nella loro quotidianità, ciascuno con le proprie aspirazioni e le proprie fragilità. Eppure il tono del racconto è iperbolico, sopra le righe, nonostante la scrittura sia sempre pulita e molto scorrevole.

L´ironia è onnipresente, ma cede volentieri il passo a considerazioni sul mondo d´oggi e su temi importanti. Non è mia abitudine azzardare paragoni — mi piace considerare ogni autore, ogni libro un unicum — ma in Le cose dell´orologio ho sentito l´eco di Una storia semplice di Leonardo Sciascia, laddove il finale “comodo” vince sulla giustizia.

Una lettura fresca, irriverente, surreale, che coinvolge ma offre dunque anche spunti di riflessione interessanti. Decisamente consigliato.

7843380Autore: Mario Borghi

Titolo: Le cose dell´orologio

Pagine: 112

Editore: Rogas Edizioni

Prezzo: € 11,00

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2 risposte a “LE COSE DELL´OROLOGIO di Mario Borghi”

    1. Non c´è di che, complimenti! 🙂

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