Le mie letture del 2017

Non sono, probabilmente, una vera lit-blogger. Non so dove e come si guardino le statistiche del blog, compro le novità ma poi le leggo dopo un anno, scrivo in maniera discontinua e non ho rubriche a scadenza fissa, ma soprattutto non conto i libri che leggo in un anno.

Che poi, a dirla tutta, leggo sempre meno e mi va bene così. A spanne, una cinquantina di libri nel 2017 (e sono molto contenta perché ci sono anche alcuni saggi e molta poesia).

Però il 2017 si sta concludendo ed è doveroso fare una sorta di bilancio. Come farlo? Mi sono fatta delle domande e data delle risposte per capire quali letture abbiano lasciato più il segno di altre. Ma nessuna delle domande è: “Qual è stato il miglior libro del 2017?”.

Qual è il libro più strano che hai letto quest´anno? 

Biglietti agli amici di Pier Vittorio Tondelli. Il perché ve lo spiego qui.

Quali sono i tre libri più sottolineati?

La campana di vetro di Sylvia PlathNudi come siamo stati di Ivano Porpora e Una storia tedesca di Roger Salloch. (Sì, io i libri li sottolineo. E scrivo note a margine, appunti. E faccio le orecchie alle pagine.)

Quali libri hai più regalato?

Le nostre anime di notte di Kent Haruf, Le coccinelle non hanno paura di Stefano Corbetta e Incerti posti di Marco Montemarano.

Hai abbandonato qualche libro?

Solo uno: I difetti fondamentali (Rizzoli) di Luca Ricci, mollato dopo il terzo racconto.

Qual è stato il libro più faticoso?

Gli anelli di Saturno e Austerlitz di W.G. Sebald: richiedono una dose incredibile di pazienza e concentrazione da parte del lettore. Ma ne vale ampiamente la pena, davvero magnifici entrambi.

Quale libro ti ha più fatto riflettere?

Sono due, e hanno spinto la riflessione nella stessa direzione. Curiosamente non sono opere di narrativa (che è ciò che leggo di più):  Casa di bambola di Henrik Ibsen e Quando tutte le donne del mondo… di Simone de Beauvoir.

Quali libri non se ne sono più andati dal tuo comodino?

Biglietti agli amici e tre sillogi: E dentro luccica di Giulia Fuso, Cedi la strada agli alberi di Franco Arminio, Strategia dell´addio di Elena Mearini.

Qual è la copertina più bella?

Se la giocano Le nostre anime di notte di Kent Haruf e Affresco di Magda Szabó (ma mi sa che vince Magda).

Quali autori hai scoperto nel 2017 e ti proponi di approfondire in futuro?

Magda Szabó, Sylvia Plath, Elisabetta Bucciarelli, Ivano Porpora.

A quali libri leghi ricordi importanti di quest´anno?

Lotte a Weimar di Thomas Mann, Per Elisa di Magda Szabó, Le nostre anime di notte di Kent Haruf, Quando tutte le donne del mondo… di Simone de Beauvoir.

Quali citazioni porti, in particolare, con te nel 2018?

Anche pazientare è fare. Anche aspettare è amare. E comunque, credere in ciò che si prova è l´unica cosa che conta. Sempre di più, ogni giorno. (da “Una storia tedesca” di Roger Salloch)

Un “biglietto agli amici” (a M.S., più che altro)

 

 

 

 

 

 

 

 

Qual è l´ultimo libro del 2017?

Angeli del conforto di Leonardo Niglia, vincitore dell´edizione 2016 di IoScrittore. Lo porterò anche nel 2018 perché sono ancora a metà.

A questo punto, non mi resta che augurare a tutti voi che passate di qui un buon anno nuovo, che il 2018 vi porti tante cose belle – e tanti bei libri!

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