LE NOSTRE ANIME DI NOTTE di Kent Haruf

Le nostre anime di notte di Kent Haruf ha fatto parlare molto di sé negli ultimi mesi: un successo sorprendente quanto meritato, per questo tenero e commovente ritorno a Holt.

Dopo la Trilogia della pianura, Kent Haruf ci riporta a Holt, cittadina immaginaria del Colorado, per farci fare la conoscenza di Addie e Louis.

Anziani vicini di casa, entrambi vedovi, su idea di Addie iniziano a passare le notti insieme.

Mi chiedevo se ti andrebbe qualche volta di venire a dormire da me.

Non una “proposta indecente”, ma un bisogno di compagnia, di calore, di affetto di cui da troppo tempo sentono la mancanza, soprattutto in quello che è per entrambi il momento peggiore della giornata.

Ha inizio, così, questa particolare frequentazione tra i due, che diventa pian piano – ma nemmeno troppo – una storia d´amore. Addie e Louis, distesi a letto e tenendosi per mano, passano il tempo a raccontarsi: si raccontano dei loro matrimoni infelici (matrimonio visto come un “incontro alla cieca tra due persone che mettono in scena vecchie idee e sogni e impressioni sbagliate“), dei loro sogni infranti, ma anche di quanta vita ci sia ancora in loro.

Non si vergognano, nonostante la comunità di Holt mormori (uh, alla loro età).

Ho deciso di non badare a quello che pensa la gente. L´ho fatto per troppo tempo – per tutta la vita. Non voglio più vivere così. Dà l´idea che stiamo facendo qualcosa di sbagliato o scandaloso, qualcosa di cui vergognarci.

Ma il figlio di Addie arriva all´aut aut, e i due dovranno decidere cosa fare: scegliere il riscatto o il rimpianto.

In questo romanzo postumo, scritto “con urgenza” quando già era malato, Haruf tocca il suo apice. Le nostre anime di notte è struggente, profondo, di una delicatezza disarmante e di una semplicità assoluta. Semplice in fondo la trama, semplice la prosa – scarna, asciutta, essenziale. Essenziale perché mira all´essenza: solo un autore davvero grande può riuscire a raccontare così bene e a riflettere ad un tale livello sulla vita, sulla solitudine, sul bisogno d´amore, senza alcun bisogno di fronzoli, ma lasciando su carta poche parole – quelle giuste.

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Kent Haruf, Le nostre anime di notte, trad. Fabio Cremonesi, 171 pagine, NN Editore

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