L’INVENZIONE DELLA MADRE di Marco Peano

L’invenzione della madre, esordio di Marco Peano, è stato pubblicato a fine gennaio da minimum fax e, durante gli scorsi mesi, ne ho sentito parlare talmente tanto e talmente bene che, nonostante la mia generale diffidenza nei confronti dei “casi letterari” ed il tema difficile che sapevo essere trattato in questo libro, mi è venuta una gran voglia di leggerlo. E ho fatto bene.

L’invenzione della madre è un libro doloroso. Ed è un libro strano perché, pur parlando di malattia e di morte, non si piange. Mi sono chiesta svariate volte “ma com’è possibile che io non pianga?” − perché io sono una che riesce a commuoversi pure di fronte alla pubblicità di uno yogurt − e la risposta è che, paradossalmente, è tutto talmente lacerante che non si riesce nemmeno a piangerci su: sembra ci sia posto solo per pugni nello stomaco, belli forti.

Mattia è un giovane come tanti, ha la mia età e sua madre ha l’età di mia madre. Vive in provincia, ha una ragazza. Appassionato di cinema, lavora in una videoteca in attesa di decidere del suo futuro. Anche la sua famiglia è una famiglia come tante, fino a che non arriva la malattia della madre a sconvolgere tutto.

Le vite di Mattia, di suo padre e anche del gatto di casa vengono ridisegnate nei rapporti, nelle abitudini, nei modi di fare e di pensare (addirittura nel vocabolario, che si amplia fino a comprendere parole come neoplasia o espressioni come cinconvoluzione emisferica erebellare), attraverso il “tempo immobile della malattia“.

Le persone vicine sono ormai diventate un’estensione di quell’organismo canceroso.

Mattia si accontenta di felicità tascabili e si aggrappa ai ricordi: vuole correre, Mattia, “più veloce del cancro“, “correre per non perdere neanche un minuto di vita della madre“.

Mattia ha sempre pensato agli anni trascorsi con la sua famiglia come a qualcosa che non aveva inizio, e perciò non poteva avere una fine.

Fattosi “videocamera di carne e sangue” nel presente, si accorge però di non riuscire più a vedere la madre com’era prima, prima della malattia. Addirittura sembra che

l’indicativo presente non appartiene più a sua madre.

Ad un certo punto, però, davvero l’indicativo presente non le apparterrà più. La madre diventa una “madre-bara“.

Avrebbe voluto che tutti loro potessero […] osservare quel corpo sfatto, sfregiato dai bisturi all’altezza dei seni, dalla cicatrice sul cranio vuoto di ossa, torturato fino agli ultimi giorni dal catetere conficcato nella vescica, da cannule per infusione posizionate nel torace. Avrebbe voluto che la gente capisse che la morte è quello, non un po’ di trucco sul viso a tenderti la pelle in un sorriso.

La rabbia, l’impotenza, il dolore non sono difficili da immaginare, a prescindere dal nostro personale vissuto, e vorremmo avere Mattia accanto per regalargli almeno un abbraccio.

Mattia ora non è più figlio.

La morte della madre ha “resettato il mondo, dando il via a un secondo corso dell’esistenza“. Mattia, dopo questo “anno zero“, riuscirà a trattenere con sé l’essenza della madre, a ricordarne i lineamenti, la voce, il profumo? E riuscirà a ricominciare?

L’efficacia e la potenza di questo libro stanno soprattutto nel tipo di narrazione. Una narrazione in terza persona − in cui l’unico ad avere un nome è proprio Mattia, e al lettore resta la curiosità sul nome della madre, a cui tante volte si fa riferimento senza però dirlo − la cui lingua è secca, chirurgica. E, proprio per questo, fa più male ed è come amplificata: travolge il lettore nella sua semplicità e non gli risparmia nulla. Peano fa, poi, un uso particolare delle parentesi, che all’inizio − confesso − mi ha un po’ spiazzata, ma lungo la lettura ho imparato a seguirne il ritmo.

Un libro, peraltro molto autobiografico, in cui si parla di malattia e di morte, dunque. In realtà, se dovessi descriverlo più stringatamente possibile, userei piuttosto le parole che aprono la seconda di copertina:

Questa è una storia d’amore.

L’amore tra madre e figlio: un amore atavico, forte e indissolubile, un amore che sfugge al tempo e allo spazio… e, sì, anche alla malattia e alla morte.

invenzione_della_madreAutore: Marco Peano

Titolo: L’invenzione della madre

Pagine: 280

Editore: minimum fax

Prezzo: € 14,00

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