BRAVE CON LA LINGUA di AA.VV.

Quest’oggi esce in libreria l’antologia di racconti curata da Giulia Muscatelli Brave con la lingua. Come il linguaggio determina la vita delle donne (Autori Riuniti), nella quale molte brave autrici  raccontano quali siano state le definizioni e i luoghi comuni in cui è capitato loro di venire incastrate e dei quali è stato difficile liberarsi.

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Nel diorama – Libri fantastici e come evitarli

di Leonardo Niglia

La critica letteraria forse non è il male, ma ci si avvicina. Se poi la abbiniamo alla mai sopita mania per elenchi e classifiche, la combinazione è micidiale. Io mi sono fatto fregare un sacco di volte. Non ci si può fidare di chi ti dice che La montagna incantata di Thomas Mann o L’uomo senza qualità di Musil vanno a-s-s-o-l-u-t-a-m-e-n-t-e letti almeno una volta nella vita. La vita è una, pensiamoci bene e non prendiamo decisioni affrettate.

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Il baule della fantasia – Paure & co.

I protagonisti delle mie letture Nati per Leggere di aprile sono due libri straordinari, che non mi stancherei mai di leggere e rileggere e che si prestano alle attività più svariate: il grande classico A caccia dell’Orso di Michael Rosen e Helen Oxenbury (trad. Chiara Carminati, Mondadori) e Chi ha il coraggio? di Silvia Borando, uscito un paio d’anni fa per minibombo.

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Marginalia, un nuovo inizio

Oggi Odor di Gelsomino cambia nome e diventa Marginalia. Un bel salto, una pazzia forse: ma andava fatto.

Perché Marginalia?

I lettori si dividono in due categorie: quelli che lasciano intonsi i libri che leggono e quelli come me. Se mi seguite, sapete che li sottolineo (attenuante: rigorosamente a matita), faccio le orecchie alle pagine più interessanti… e scrivo note a margine.

Mi emoziona rileggerle poi, a distanza di tempo. E mi appassionano in generale le annotazioni fatte dai lettori – soprattutto se illustri: leggete questo vecchio articolo di Finzioni a riguardo.

Vengono chiamate marginalia anche le decorazioni che contornano le pagine dei codici miniati. Anche questo aspetto mi rispecchia, potrei passare ore e ore davanti a un manoscritto medievale.

Infine, la Treccani dice che “si usa talvolta, anche come titolo, per indicare un insieme di brevi considerazioni, quasi noterelle a cui, con modestia, non si vuole attribuire importanza”. Come blogger (e in generale, nella vita) non mi prendo troppo sul serio, per fortuna mia e dei miei venticinque lettori.

Insomma, ci siamo, tutto quadra: benvenuti in Marginalia. E che sia un fortunato nuovo inizio.