Sul comodino (le vacanze in Italia, sennò, a che servono?)

Sono stata in vacanza. Il mondo virtuale e, credo, anche quello reale non se ne sono nemmeno accorti, ma sono sparita per una decina di giorni. Vacanze italiane, ovviamente: fa parte della vita da emigrante. Ogni ritorno a Torino ha un sapore agrodolce, ogni ritorno a Torino mi sembra che chiuda un cerchio, ogni ritorno a Torino mi rende più chiaro che lì ci sono le mie radici ma la mia vita è ormai da un’altra parte. Però, tornare in Italia da turista ha indubbi vantaggi. Tipo, tornare con diciotto nuovi libri in valigia.

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E la Pasqua si avvicina…

Non mi piacciono  le etichette, e questa è la prima volta che mi definisco apertamente vegetariana. Non rientra nel mio modo d’essere rompere le scatole al prossimo, cercare di fargli cambiare idea, ergermi a giudice dei comportamenti altrui. Ho rispetto, sempre e comunque, e sono una grande sostenitrice del “non sono d’accordo con ciò che dici, ma darei la vita affinché tu possa dirlo”. Però. C’è un però.

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COME FOSSI SOLO di Marco Magini

L’esordio di Marco Magini, Come fossi solo, finalista al Premio Calvino 2013 e candidato per Giunti Editori al Premio Strega 2014, ripercorre il più grande crimine avvenuto in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale: la strage di Srebrenica, avvenuta in ex Jugoslavia nel 1995.

La fascetta è un accessorio che trovo, tendenzialmente, odioso ed inutile. Ma, questa volta, un senso ce l’ha. Perché recita: «Srebrenica 1995: ma noi dove eravamo?»

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INTERVISTA CON LA STORIA di Oriana Fallaci

Intervista con la storia ha, sin dal 1974, fatto così tanto parlare di sé da diventare quasi lettura “obbligata”. Ne ho rimandato per un bel po’ la lettura, spaventandomi non tanto per le 920 pagine — adoro i libri molto lunghi — quanto per il contenuto: 28 (ventotto!) interviste fatte da Oriana Fallaci per L’Europeo a personaggi-chiave della seconda metà del Novecento.

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