LASCIAMI ANDARE, MADRE di Helga Schneider

Ieri era la Festa della mamma e a me è venuto in mente di raccontarvi di un libro letto proprio da poco, che parla in effetti di una madre e di una figlia: di un rapporto mancato, insanato ed insanabile, perché purtroppo i rapporti tra madri e figlie non sono sempre un tripudio di cuoricini. Tanto più se la figlia è Helga Schneider – la cui produzione letteraria è tutta incentrata sulla sua esperienza di bambina nella Germania nazista – e se la madre l’ha abbandonata, nel 1941, per servire il Reich.

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Post-it #3 ~ Identikit di uno scrittore

Ho terminato qualche giorno fa di leggere Il mio cuore è più stanco della mia voce di Oriana Fallaci, un volumetto che raccoglie sei tra le sue conferenze di maggior rilievo, tenute tra il 1976 ed il 1983. I temi trattati, sono — com’è prevedibile — la libertà, la politica ed il potere, ma anche il suo rapporto con la scrittura. E a me interessano la libertà, la politica ed il potere, soprattutto se a parlarne è la mia scrittrice preferita, ma se abbiamo letto i suoi libri e la meravigliosa autobiografia che le ha regalato Cristina De Stefano, non ci saranno grosse “novità”. Mentre è stato emozionante scoprire come vedeva, lei, la scrittura. In questo post-it ho quindi raccolto gli estratti che più mi hanno colpito del suo modo di concepire il mestiere di scrivere.

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Sul comodino (le vacanze in Italia, sennò, a che servono?)

Sono stata in vacanza. Il mondo virtuale e, credo, anche quello reale non se ne sono nemmeno accorti, ma sono sparita per una decina di giorni. Vacanze italiane, ovviamente: fa parte della vita da emigrante. Ogni ritorno a Torino ha un sapore agrodolce, ogni ritorno a Torino mi sembra che chiuda un cerchio, ogni ritorno a Torino mi rende più chiaro che lì ci sono le mie radici ma la mia vita è ormai da un’altra parte. Però, tornare in Italia da turista ha indubbi vantaggi. Tipo, tornare con diciotto nuovi libri in valigia.

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