PER ELISA di Magda Szabó

Magda Szabó aveva ormai ottantacinque anni quando decise di dedicarsi alla propria autobiografia: un progetto pensato originariamente in più volumi, di cui però ha fatto in tempo ad essere scritto e pubblicato solamente il primo, Per Elisa. Best seller e long seller in Ungheria, è stato pubblicato in Italia dalla casa editrice Anfora, specializzata proprio in letteratura mitteleuropea.

Per Elisa racconta in prima persona la storia di Magdolna, dall´infanzia fino al suo esame di maturità (coprendo un arco temporale che va dal 1917 al 1935). Dódi – come viene soprannominata – è una bambina molto particolare: impara a scrivere a tre anni, in casa parla in latino col padre e grazie alla madre scopre l´epica.

Quando ha quattro anni i genitori adottano una “orfana del Trianon” della sua stessa età, che ha perso entrambi i genitori durante la fuga da Zenta in fiamme, in seguito al trattato di pace che privava l´Ungheria di numerosi territori. Le dicono: “Questa bambina è tua sorella”. Magdolna è abituata ad avere tutto e tutti per sé, la sua reazione è violenta. Ma col tempo Cecília conquisterà anche lei con la sua “bontà primitiva” e le due diverranno inseparabili sorelle, nonostante siano l´una l´opposto dell´altra.

Magdolna, che frequenta una rinomata scuola femminile di Debrecen, si attirerà le antipatie di molti insegnanti – è supponente, primeggia sempre e comunque, mette tutto in discussione e vive quasi in un mondo a parte – ma anche la stima del professor Korondy, che già vede in lei la scrittrice. Cili, nonostante i risultati mediocri, è invece avviata a una luminosa carriera da cantante lirica. Entrambe in quegli anni turbolenti scoprono l´amore, e scoprono che l´amore è spesso dolore.

Il destino di Cili, la ragazza con gli “occhi del colore del fiore sulle sponde dei fossati” (definizione che ricorre), sembra segnato da quel “piccolo prodigio di Beethoven” che dà il titolo al romanzo (cliccate qui per ascoltare), sul quale inventa un testo struggente chiedendo a Magdolna di rielaborarlo:

Tu sai scrivere poesie. Scrivi una cosa simile a quella che è venuta in mente a me, ma meglio.

In fondo sono stata inesatta, all´inizio: Per Elisa non è la storia di Magdolna, ma di due sorelle. Forse persino più di Cili che di Magdolna, che lungo tutto il libro è poco clemente verso se stessa ma descrive, onora, ricorda la sorella con amore e devozione assoluti.

La ferita provocata in Magdolna da Cili è ancora intoccabile; come potrebbe brindare con i vivi, quando la melodia di Elisa le chiede: “Pensami, quando più non ci sarò?” La ferita ancora suppura, la melodia di Elisa è ancora molto forte e fragorosa.

È un romanzo malinconico, a tratti straziante, che sa di addio. È un romanzo raffinato: per la ricercatezza della lingua, perché spesso i titoli dei capitoli sono versi di poesie ungheresi (come ci spiegano le utili note di Mónika Szilágyi), per la struttura ricca di analessi e prolessi.

Credo sia un libro capace di incantare sia chi ha già avuto modo di apprezzare l´autrice, sia chi – come me – non la aveva mai letta. Il percorso chiaramente è inverso: chi ha già letto i suoi romanzi può ritrovare qui dettagli e situazioni che affondano nella biografia e avere quindi nuove chiavi di lettura alla sua opera; chi non li ha letti viene stimolato, attraverso gli espliciti rimandi, a provvedere.

Insomma, probabilmente non per nulla questo è considerato da molti il vero capolavoro di Magda Szabó.

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Magda Szabó, Per Elisa, trad. Vera Gheno,  456 pagine, Edizioni Anfora

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