Il Rhein-Ruhr-Tour di Marco Patrone: un bilancio

Correva il mese di febbraio quando leggevo e videorecensivo Come in una ballata di Tom Petty (Transeuropa) di Marco Patrone, ad aprile lo intervistavo per Il Club del Libro. Poco tempo dopo mi è stato proposto di curare, all´Auslandsgesellschaft di Dortmund, un mio angolo letterario e ho subito pensato di inaugurarlo con lui. Da lì a organizzare un piccolo tour il passo è stato breve: il Rhein-Ruhr-Tour si è svolto dal 27 al 29 ottobre e ha coinvolto Bochum, Schwerte, Dortmund e Colonia.

230_ballatafrontcoversmall+L´incontro presso lo ZFA (Zentrum für Fremdsprachenausbildung) della Ruhr-Universität Bochum non era una presentazione letteraria in senso stretto, ma un dialogo più aperto, anche sul noto blog dell´autore, Recensire il Mondo, e sulla letteratura interculturale — vivendo Marco da molti anni a Monaco di Baviera e avendo partecipato all´antologia Monaco d´autore (Morellini Editore). Purtroppo la partecipazione è stata ridotta e solamente di docenti, peccato per noi che non abbiamo iniziato questa esperienza con un´iniezione di ottimismo ma soprattutto peccato per gli studentiÈ comprensibile che la priorità dello studente medio al giovedì pomeriggio sia la birretta al Bermuda3eck piuttosto che l´incontro con un autore dopo una giornata di lezioni, eppure si è persa l´occasione più unica che rara di confrontarsi in ambito universitario con un autore italiano vivo e dal vivo. 

La “cena con l´autore” con un gruppo di studenti della VHS di Schwerte ha avuto il sapore di una chiacchierata rilassata e piacevole, che non ha nemmeno avuto bisogno della mia moderazione. Gli studenti avevano già letto a lezione alcuni estratti del libro e le curiosità erano molte (la prima domanda è sempre la stessa, posta in mille modi diversi ma il cui succo è “Ma il libro è autobiografico?”). La serata si è conclusa con la richiesta alla docente (me medesima) di leggere l´intero libro durante il corso: vale la pena organizzare simili eventi già solo per l´entusiasmo e la motivazione che generano.

Se il giovedì è stato dedicato in particolare a chi studia e ama la nostra lingua e la nostra letteratura, gli incontri di venerdì e sabato erano invece pensati anche per la comunità italiana, che ha partecipato con calore ed interesse.

instagramcapture_de159388-3af0-4d51-8298-9eaf21041131L´inaugurazione del mio Angolo letterario all´Auslandsgesellschaft di Dortmund era l´appuntamento a cui tenevo di più, la data principale di questo tour. Mi ha stupito vedere tra il pubblico molte facce sconosciute e tanti giovani, due segnali importanti. Una ventina di persone (paganti, peraltro: terzo segnale importante), attente e partecipi. Io e Marco abbiamo dialogato per dare al pubblico un´idea del romanzo ma senza togliere il gusto della sorpresa, letto qualche pagina, proiettato un paio di video di Tom Petty (tra cui quello di I won´t back down dopo la mia lettura della relativa pausa musicale — quel “deeun” ha reso indimenticata la mia videorecensione). Abbiamo riso, perché Marco è persona di spirito e perché ha avuto un lapsus per cui ha attribuito a Bob Dylan l´Oscar anziché il Nobel, e abbiamo parlato di questioni serie come il burnout del manager sempre dietro l´angolo. Alcune persone avevano addirittura già letto il libro, il silenzio che delle volte segue il “Ci sono domande del pubblico?” è stato subito sciolto, moltissimi i complimenti per i contenuti ma anche per le modalità della presentazione (anche per le mie mèches, a dirla tutta), tante copie vendute. Insomma, un successo.

img-20161028-wa0008Successo che si è replicato sabato sera presso l´associazione interculturale Mondo Aperto / Offene Welt di Colonia, che ci ha accolti in trasferta facendoci sentire a casa. Colonia è presente anche nel libro e l´autore, che ci ha vissuto per qualche tempo agli inizi della sua vita in Germania, ha raccontato i suoi ricordi e luoghi della città. Ogni presentazione è diversa, si cerca di capire e coinvolgere il pubblico — una bella sfida — e pare l´obiettivo sia stato raggiunto egregiamente. (Piccola nota: tra le sedici persone presenti sedeva anche quello che potremmo definire l´intellettuale di quartiere, che durante la presentazione ha tirato fuori dalla tasca un taccuino e nello spazio per le domande del pubblico ha fatto un lungo e pertinente intervento sul tema della fuga nel romanzo e sulla scelta narcisista del dare il proprio nome al proprio personaggio. Ne voglio uno ad ogni presentazione, ora.)

Organizzare presentazioni letterarie in luoghi in cui l´autore non è radicato comporta sempre un rischio aggiuntivo. Per questo sono particolarmente fiera e felice del fatto che, dopo Monaco e Milano, siano ora proprio Dortmund e Colonia le città con la maggiore presenza di pubblico e  il maggior numero di copie vendute del libro. Sono state giornate intense e ricche di emozioni, ho dato tanto ma anche imparato tanto.

Grazie a Marco, grazie a chi ci ha ospitati, grazie a chi è venuto ad ascoltarci. È stato bellissimo.

Alla prossima!

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