Sie breve e arguto ~ Chicche

Era da un bel pezzo che non proponevo “Sie breve e arguto”, la rubrica che garantisce sulla brevità e ci prova con l´arguzia. Oggi vi racconto di tre chicche che ho letto negli ultimi mesi: Una storia tedesca di Roger Salloch, Biglietti agli amici di Pier Vittorio Tondelli e Quando tutte le donne del mondo… di Simone de Beauvoir.


Roger Salloch, Una storia tedesca, trad. Laura Berna, Miraggi 

“Una storia nella Storia”, così viene presentato questo romanzo. Siamo nella Berlino del 1935, spiegarvi qual è la Storia di cui scrive Salloch sarebbe dunque superfluo. La storia, invece, è quella di Reinhardt Korber, pittore e maestro d´arte di Lotte e Rebecca – l´una ariana, l´altra ebrea -, alle quali lo lega un rapporto ambiguo che avrà esiti drammatici. Uomo solitario e tutto sommato ordinario, Reinhardt osserva quel “mondo in cui il nero è diventato così importante“: lui invece è un artista, lui cerca la bellezza, la luce. Si sente e si pensa dentro la Storia, giunge alla naturale conclusione che occorre resistere: ma c´è davvero un solo modo possibile per resistere? e quella stessa Storia lo asseconderà o meno? Una storia tedesca è un balsamo, un romanzo di una potenza resa ancor più disarmante dalla sua essenzialità: la cifra, insomma, della grande Letteratura.

Pier Vittorio Tondelli, Biglietti agli amici, Bompiani

Biglietti agli amici è un´opera anomala e particolarmente preziosa, di cui avere cura. Tondelli, alla svolta dei trent´anni, decide di scrivere ventiquattro biglietti (prose di poche righe, frammenti, talvolta versi) ai suoi amici; poi li raccoglie, li stampa e li regala nel Natale del 1986 ai ventiquattro destinatari. I biglietti si articolano in ventiquattr´ore, partendo dalla “prima ora della notte”, e sono accompagnati da tavole angeliche e astrologiche: una struttura che già di per sé lascia a bocca aperta, figurarsi i contenuti. È un libro intimo e privato, non destinato al pubblico: alcuni biglietti sono oscuri, solo il destinatario probabilmente sa (ed è giusto così).  Eppure ci arriva, al pubblico. La seconda tiratura dell´editore Baskerville è di cinquecento copie, autografate dall´autore e in cui i nomi dei destinatari vengono sostituiti dalle iniziali. E così arriva anche a noi oggi, che un po´ voyeuristicamente possiamo leggere questi biglietti, magari impararcene qualcuno a memoria per quanto sono belli e pensare che, caspita, M.S. che confonde l´amore con la vita potremmo essere proprio noi (iniziali a parte).

Simone de Beauvoir, Quando tutte le donne del mondo…, trad. Vera Dridso, Einaudi

Quando tutte le donne del mondo… è una raccolta di articoli, interviste, prefazioni, addirittura deposizioni processuali che ricostruiscono il percorso e raccontano la figura di Simone de Beauvoir, con particolare riferimento alla sua visione della donna e della condizione femminile: il lavoro casalingo e la carriera, la maternità e l´aborto, l´amore e la famiglia, la discriminazione sessuale in ogni ambito della società. Nonostante sia un libro del 1982, la gran parte di queste lucidissime riflessioni è ancora oggi – purtroppo – attualissima: d´altronde, una donna che vede la maternità come una schiavitù (un esempio tra tanti, tra gli spunti del libro) non viene messa alla gogna anche oggi, alle soglie dell´Anno Domini 2018?

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