24 volte al secondo ~ TRAIN DE VIE

Torna un nuovo consiglio cinematografico per la rubrica 24 volte al secondo. Maria Antonietta Amico, per questo mese di agosto, ci propone Train de vie, pluripremiato film del 1998 che tratta in maniera ironica la Shoah.

di Maria Antonietta Amico

In un piccolo paese dell’Est dell’ Europa si sparge la voce (siamo nel 1941) che i tedeschi stanno deportando i civili chissà dove. Agli abitanti, sconcertati e indifesi, viene un’idea: costruire un treno e andare verso Israele. Nel treno ci saranno finti deportati e finti tedeschi in modo da evitare ogni inconveniente se si incontrassero i veri tedeschi.

Il viaggio si articola attraverso una sceneggiatura originalissima e brillante, specie quando l’incontro tra il finto treno e uno vero avviene sul serio. La ragia è ottima e così la recitazione di ogni attore (e sono tanti): nessuna sbavatura, nessun passo falso.

Il film è tra i migliori in assoluto tra quelli che parlano della Shoah, perché fa sorridere e fa riflettere, raggiungendo vertici di geniale umorismo.

Non è un film nuovo, e ha vinto anche dei premi, ma la sorte ha voluto che fosse oscurato dalla contemporanea uscita de La vita è bella, che ha ingiustamente penalizzato questo piccolo capolavoro.

Occorre riparare: vediamo o rivediamo le vicende sgangherate, tenere, tragiche di questi ebrei fantasiosi che tentano l’impossibile: la risata nel terrore.

La leggerezza è un’arte difficile, tanto più quando si sfiora quanto di più oscuro e sinistro abbia prodotto l’uomo nella sua storia su questo continente.

***

Titolo originale Train de vie, durata 103 minuti, Francia/Belgio/Romania, 1998, regia di Radu Mihăileanu, con Lionel Abelanski, Rufus, Clément Harari, Michel Muller, Agathe de La Fontaine.

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