UN VIAGGIO CHIAMATO AMORE di Sibilla Aleramo e Dino Campana

Sibilla Aleramo non è mai riuscita a raccontare, a scrivere della sua appassionata e tormentata storia d´amore col poeta Dino Campana. Due anni prima di morire, ha raccolto però alcune delle loro lettere e cartoline autorizzandone la pubblicazione. Ecco come nasce Un viaggio chiamato amore.

L´amore tra Sibilla Aleramo e Dino Campana ha inizio nell´estate del 1916. Lei lo contatta con un pretesto, vuole conoscerlo: la sua fama di donna bellissima e libera la precede, lui rimane spiazzato ma sta al gioco.

Nel giro di un paio di settimane, i due organizzano un incontro. Sibilla va da lui, in borsa ha una copia dei Canti Orfici per farsi fare una dedica e addosso il timore di “saper dir poco, a voce“.

Quel 3 agosto nasce l´amore:

Ci siamo meritati il miracolo. Lo vivremo tutto.

E ci sprofondano, in quel miracolo. Tre giorni dopo quel primo fine settimana insieme, fatto di passione, chiacchiere e tenerezza, Sibilla scrive:

È vero che vuoi ch´io ritorni? […] È vero che mi aspetti? […] È vero che m´hai detto amore? […] Son tua. Sono felice. Tremo per te, ma di me son sicura. E poi non è vero, son sicura anche di te, vivremo, siamo belli.

La lontananza li logora, ma al contempo rafforza il sentimento e le speranze in un futuro roseo:

Ho fede, sai, tanta. Staremo insieme tanto. Guardiamo lontano. Amore. Baciami.

Ma c´è la guerra, c´è la miseria. E soprattutto c´è la pazzia di Campana, che non lascia scampo. Arriverà a picchiare, a tradire, a disprezzare Sibilla per poi pentirsene un attimo dopo. E lei inizialmente sopporterà, convinta di una guarigione: quando si accorgerà che il male non fa che peggiorare, gli dirà addio con dei versi struggenti: “Rose calpestava nel suo delirio / e il corpo bianco che amava“.

Non si rivedranno più, ad eccezione di una volta in cui Sibilla interverrà per farlo rilasciare, incarcerato (per l´ennesima volta) per la sua somiglianza con un tedesco. Lui le bacia le mani attraverso le sbarre, è tutto.

Morirà dopo quattordici anni di internamento in manicomio. Sibilla avrà numerosi altri amanti dopo di lui. Ma il loro amore rimarrà qualcosa di unico e speciale, e tale è arrivato anche a noi: quel “viaggio chiamato amore” (dalla poesia di Campana intitolata In un momento, che riprende anche il tema delle rose) è capace di emozionare e straziare come pochi altri carteggi tra innamorati riescono a fare.

***

Sibilla Aleramo e Dino Campana, Un viaggio chiamato amore, 144 pagine, Feltrinelli

2 risposte a “UN VIAGGIO CHIAMATO AMORE di Sibilla Aleramo e Dino Campana”

  1. […] Sibilla Aleramo è stato colpo di fulmine. Lo scorso anno ho letto Una donna e Un viaggio chiamato amore, continuerò a scoprirla con Amo dunque sono (Feltrinelli), romanzo epistolare quasi autobiografico […]

  2. […] intenso e breve (dal 1916 al 1918) amore. Mi ha profondamente emozionata e commossa, ne ho parlato qui. E, mentre ci sono, vi consiglio anche l´omonimo film di qualche anno fa, di Michele Placido con […]

Lascia un commento