Topolino ai tempi del nazismo

di Matteo Mastragostino

Quando nel 1934 il Berliner Illustrirten Zeitung indisse un concorso per “un’idea simile a Topolino”, Erich Ohser presentò il suo progetto.

Ohser aveva trent’anni ed era un disegnatore satirico che ormai da anni non riusciva più a lavorare. A causa della sua chiara opposizione al nazismo gli venne negata l’iscrizione alla Reichspressekammer, la camera della stampa del Reich, e quindi il permesso di continuare la sua carriera.

Presentò una serie di vignette meravigliose intitolate Vater und Sohn. Brevi storie in bianco e nero, quasi sempre mute. Le storie raccontano le avventure di un padre e di suo figlio, tra fantasia e realtà. Ohser fu autorizzato a pubblicarle a patto che non parlassero di politica e che non le firmasse col suo vero nome. Nacque così E.O. Plauen, il suo pseudonimo, costruito con le iniziali del suo nome e la città nella quale era cresciuto.

La pubblicazione di Vater und Sohn durò dal 1934 al 1937 e fu un grandioso successo. L’autoritario padre e l’anarchico figlio erano solo in apparenza innocenti storie di vita quotidiana. In realtà contenevano messaggi ben più forti. “Padre e figlio” erano ben lontani dal classico modello ariano che in quei tempi imperava. Erano il chiaro atto di ribellione di un disegnatore che non poteva dire quello che voleva, se non tramite “innocenti” vignette.

Il successo di Vater und Sohn permise a Ohser di tornare a lavorare sulla satira nel giornale Das Reich, uno dei pochi che faceva lavorare anche autori non iscritti al partito nazionalsocialista.

Il 28 marzo del 1944 venne tradito da un coinquilino e arrestato insieme al suo socio e amico di sempre Erich Knauf a causa delle sue idee critiche nei confronti del Reich. Sapendo di non avere speranze, si impiccò nella sua cella pochi giorni dopo. Knauf, condannato, venne fucilato a maggio.

Vater und Sohn è stato ripubblicato in diverse edizioni (ma mai in Italia). L’ultima, integrale e bellissima, è formata da oltre 300 pagine ed è stata pubblicata in Francia da Warum, vincendo il “Prix du patrimonie” al Festival di Angouleme del 2016.

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